2011 - SOSPETTA INTOSSICAZIONE ACUTA: COSA PUO' DIRMI UN ECG? Sossio Serra, MD - Scientific Board MedEmIt - PS di Cesena

 

Antidepressivi, antipsicotici, betabloccanti, calcio antagonisti, digitalici, oppioidi e chi più ne ha più ne metta … la lista delle sostanze che  in corso di intossicazione acuta possono causare problemi cardiovascolari è sterminata!

 

Statistiche USA stimano che la drug-overdose sia una delle principali cause di arresto cardiaco sotto i 40 anni. In un lavoro pubblicato sul Journal of Medical Toxicology si è cercato di identificare i segni elettrocardiografici in grado di predire l’insorgenza di eventi cardiovascolari avversi (ACVE) in soggetti con sospetta intossicazione acuta. Sono stati analizzati in un anno 34 casi di intossicazione acuta complicati da ACVE e confrontati con 101 casi risoltisi senza complicanze.

 

Il Centro Tossicologico di riferimento coinvolto nello studio effettua circa 45.000 consultazioni/anno. Sono stati esclusi dallo studio i casi di intossicazione associati a traumi  e/o ustioni significative,  esposizione oculare o cutanea a tossici, crisi di astinenza, e i casi in cui non era stato registrato un ECG a 12 derivazioni all’ingresso.

 

Il 48% dei soggetti coinvolti era di sesso maschile con età media  42±19 anni, circa la metà delle intossicazioni era dovuto a tentato suicidio. Nel gruppo con ACVE si sono verificati 19 casi di shock, 15 casi di danno miocardico,  9 aritmie e  15 arresti cardiaci (vi è overlap tra  gli outcome). In aggiunta al sospetto clinico ed anamnestico di intossicazione, vi è stata conferma laboratoristica di esposizione ad almeno una sostanza tossica nel 77% dei casi.

 

Le sostanze principalmente coinvolte sono state: benzodiazepine nel 17% dei casi (12% ACVE vs 19% controlli), oppioidi 16% (26% ACVE vs 12% controlli), paracetamolo 15% (12% ACVE vs 16% controlli), alcool 15% (18% ACVE vs 14% controlli) , antidepressivi non triciclici 12% (12% ACVE vs 12% controlli), triciclici 7% (9% ACVE vs 7% controlli), antipsicotici 12% (6% ACVE vs 14% controlli), farmaci cardiovascolari 10% (18% ACVE vs 7% controlli).

 

Nel 61% dei casi vi era esposizione a una singola sostanza.

 

Le più comuni anormalità elettrocardiografiche associate a ACVE sono risultate: battiti ectopici ventricolari, QTc lungo, QTC>500ms, QTdispersion>50ms.

 

Nel gruppo dei casi vi è stata una maggiore prevalenza di segni ischemici all’ECG, ma non evidenza significativa di infarto miocardico. In un’analisi secondaria con endpoint mirati all’arresto cardiaco ed alle aritmie (TV/FV), la presenza di QRS>120ms, QTc>500ms, battiti ectopici e/o ritmo non sinusale correla fortemente con ACVE. Lo studio identifica, inoltre, delle classi di rischio per ACVE:

 

Rischio elevato: presenza di ectopia.

Rischio moderato:  qualsiasi ritmo non sinusale e QTc>500ms.

Rischio lieve: QTc prolungato (ma comunque <500ms).

Importanza per la pratica

 

Cosa mi lascia questo studio? Sarà forse banale, ma sembra proprio che acquisire precocemente  un ECG a 12 derivazioni possa fornirci dati essenziali per la gestione ottimale del paziente con sospetta intossicazione acuta.

 

Sossio Serra, Dirigente medico DEA Ospedale M.Bufalini AUSL CESENA.  Alex F. Manini, Lewis S. Nelson, Adam H. Skolnick, William Slater,  Robert S. Hoffman   Electrocardiographic Predictors of Adverse Cardiovascular Events in Suspected Poisoning. J Med Toxicol. (2010) 6:106–115

 

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