CERTIFICAZIONE TELEMATICA in PRONTO SOCCORSO. MA CHE DOBBIAMO FARE?. Michele Alzetta, MD - Scientific board MedEmIt

CERTIFICAZIONE TELEMATICA in PRONTO SOCCORSO. MA CHE DOBBIAMO FARE?. Michele Alzetta, MD - Scientific board MedEmIt

 Il 2 febbraio 2011 la SIMEU ha fatto un comunicato stampa in cui si protesta contro l'obbligo del rilascio del certificato di malattia per via telematica, ma nel quale non si nega esplicitamente l'esistenza di tale obbligo. Sul sito SIMEU viene però messa copia della circolare della funzione pubblica n° 2 che abbiamo messo a disposizione anche su MedEmIt, in base alla quale sembrerebbe che tale obbligo non sia applicabile ai medici di Pronto Soccorso.

 

Purtroppo in pratica le cose non sono così chiare. In varie parti d'Italia i Medici di Medicina Generale stanno scrivendo denunce e lettere di protesta alle Direzioni Sanitarie e perfino agli Ordini dei Medici, e tali denunce vengono girate dalle Direzioni Sanitarie ai primari con la richiesta di fornire giustificazioni o chiarimenti in merito.

 

In alcuni casi le denunce hanno addirittura riguardato pazienti che di fatto chiedevano certificati compiacenti, magari facendo leva su frasi scritte in consulenza dallo specialista di turno che (verosimilmente sollecitato dal paziente, ma restìo a fare lui stesso una certificazione) senza alcun fondamento clinico o diagnosi scrive "necessita di almeno una settimana di riposo".

 

Se il medico di Pronto Soccorso non ritiene presente una incapacità alla attività lavorativa evidentemente non deve certificare nulla, decide in scienza e coscienza e non è vincolato dal parere del consulente. Solo il medico di PS, infatti, ha la visione globale di tutta la problematica del paziente. Il rilascio di certificati compiacenti non solo non è un obbligo, è un fatto da condannare!

 

Insomma, la confusione regna sovrana.

 

Il pericolo è che il chiarimento definitivo della questione avvenga solo dopo una sentenza - con relativa vittima sacrificale - che faccia scuola in un senso o nell'altro. Nel frattempo credo che nessuno voglia andare allo sbaraglio.


Personalmente, dato che nessuno ci difende, mi sembra prudente adottare la seguente condotta:

 

  • rilasciare il certificato medico online quando necessario, dando una prognosi per il numero minimo indispensabile di giorni (non facciamo passare il messaggio che venendo in PS si ottengono più giorni che dal curante!);

 

  • scrivere nero su bianco "può rientrare al lavoro" quando non riteniamo sussistere una completa incapacità lavorativa;

 

  • scrivere nero su bianco quando non si riesce a fare il certificato per malfunzionamento della rete informatica.

 

Michele Alzetta, Direttore UOC Pronto Soccorso - SUEM, Ospedale ss Giovanni e Paolo di Venezia, Scientific Board MedEmIt

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